5.31.2016

ELEZIONI SERRARA, LA TROFA: NO ALLE AFFISSIONI SELVAGGE

«Il nostro lavoro è anche quello di vigilare sul territorio, dare il buon esempio e denunciare se le regole etiche vengono violate. Come cittadini e in specie in qualità di candidati alle prossime elezioni,non deve fermarsi la nostra azione di vigilanza. Serrara Fontana rappresenta un gioiello da preservare e se lo deturpa chi ha la pretesa di avere la soluzione per risollevarne le sorti che esempio pretendiamo di dare ai nostri concittadini? Perciò voglio rivolgere un invito ai candidati che si sono resi responsabili di affissioni selvagge e ai quali chiedo di essere attenti e rispettare gli spazi previsti dalla legge. Il particolare momento che stiamo vivendo,legato indissolubilmente all’emergenza rifiuti proprio a ridosso della stagione turistica, ci obbliga a tenere pulito e ordinato il nostro paese». Sono le parole di Tilde Trofa, candidato sindaco nella lista “Il paese che Vorrei..”.
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Protesta a Procida, l'isola sciopera per la chiusura del pronto soccorso

Procida -  Lo sciopero dell’isola con l’eventuale blocco del porto di Marina Grande era stata programmata per lunedì 23. Ma ormai è sempre più difficile mantenere la gente. La popolazione procidana è inquieta ed impaurita. La soppressione del pronto soccorso attivo genera preoccupazione e terrore. Per cui nella giornata di ieri, dopo la grande fiaccolata cittadina e la veglia di venerdì nel piazzale antistante il presidio sanitario di Via De Gasperi, la gente ha rotto gli argini. Lo sciopero è stato anticipato: tutti i negozi, gli uffici e le scuole sono rimaste chiuse per l’intera mattinata e la gente è scesa in massa al porto commerciale. Centinaia di persone hanno sostato sul ciglio di banchina ed hanno costretto aliscafi e traghetti a tardare gli scali e le partenze. La gente ha occupato i portelloni e le scalette d’imbarco e sbarco.

Ci sono stati momenti di grave tensione. Per fortuna non si sono registrati incidenti grazie all’intelligente opera di mediazione esercitata dalle forze dell’ordine. Il capitano dei Carabinieri Andrea Centrella, il maresciallo della locale stazione Massimiliano Albero, il comandante del porto Sabrina De Cuio, hanno condotto personalmente le operazioni. Anche i passeggeri di traghetti ed aliscafi hanno compreso la gravità della situazione e solidarizzato con i procidani che hanno distribuito volantini in cui spiegavano ai turisti le ragioni del loro comportamento: Alla fine applausi e solidarietà da parte dell’utenza pendolare e turistica proveniente e/o diretta a Napoli, Ischia e Pozzuoli. Intanto il sindaco dell’isola Dino Ambrosino, presente in prima fila alla manifestazione, ha chiesto al Prefetto e al presidente della Regione Campania di farsi carico della richiesta della popolazione procidana: l’isola chiede una deroga, come è avvenuto per Capri ed altre località disagiate, che eviti la soppressione dell’attuale pronto soccorso attivo.

“Non chiediamo la luna - dice il coordinatore del Tribunale del malato Aniello Scotto di Santolo - chiediamo solo di non morire e di avere la necessaria assistenza medico-chirurgica e ostetrica 24 ore su 24, perché in caso di cattivo tempo, con mare e vento in tempesta, con l’impossibilità dell’elicottero e della motovedetta di operare, con il modello sanitario organizzativo proposto dal nuovo piano regionale, a Procida residenti e turisti rischiano la vita». Se non saranno accolti gli emendamenti chiesti al piano approvato, non si esclude anche il ricorso al Tar. Chiaramente, in tal caso, la protesta è destinata ad inasprirsi.
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LACCO AMENO, GIU’ LE MANI DALLA SPIAGGIA LIBERA!

A Lacco Ameno, Comune dell’isola d’Ischia attualmente guidato dal Sindaco Giacomo Pascale ma dove il vero e incontrastato padrone politico ed economico del Paese è senz’altro l’imprenditore Domenico De Siano, senatore del centrodestra ed ex deputato ed ex consigliere regionale del PDL, negli anni scorsi furono date in concessione gran parte delle spiagge libere. Date in concessione ai privati, furono di fatto sottratte alla gratuita fruizione della popolazione residente e dei turisti. Un’assurdità resa ancora più vergognosa dal fatto che nella Baia di San Montano l’unico tratto di spiaggia libera degno di poter essere definito tale, insiste nella parte del Comune di Forio, da non credere. Ebbene, nonostante le spiagge libere fossero state vergognosamente ridotte al lumicino, da stamattina  è stato delimitato con una corda di colore bianco, l’ingresso di un piccolissimo tratto di spiaggia libera presente lungo il corso “Angelo Rizzoli”, proprio davanti la Chiesa della Madonna delle Grazie. Si tratta di una lingua di arenile di appena quarantadue metri quadrati la quale sembra quasi un eufemismo chiamarla spiaggia tanto è piccola, ma che risulta preziosissima  per le mamme e i bambini di Lacco Ameno che sino ad oggi qui approfittavano per bagnarsi nelle acque del proprio mare. “Signor Savio, ci hanno privatizzato una delle pochissime e piccolissime spiagge che erano ancora libere, dateci una mano per evitare questa vergogna”, è stato il grido di dolore che in queste ore alcune mamme e alcuni cittadini lacchesi ci hanno lanciato via web o telefonandoci. Un grido di dolore, si, di autentica esasperazione per il fatto di vedere sottratto ai propri figli un “morso” di spiaggia sul quale sono cresciute intere generazioni di lacchesi e dove i bambini devono continuare ad avere il diritto di recarsi gratuitamente e di giocare. La privatizzazione di questa ridottissima porzione di arenile, se confermata, costituirebbe una vergogna politica e sociale indelebile per l’Amministrazione in carica la quale, se avesse un minimo di cultura popolare, si adopererebbe immediatamente per ampliare in maniera consistente le spiagge pubbliche. Intanto Domenico Savio, Segretario Generale del Partito Comunista Italiano Marxista-leninista, ha immediatamente solidarizzato con i cittadini di Lacco Ameno dicendosi pronto a perorare, ancora una volta, la battaglia a difesa e per l’ampliamento delle spiagge libere cosi’ come già fatto in altri comuni isolani. Al Sindaco Giacomo Pascale  giunga forte la richiesta di non privatizzare quel pezzetto di spiaggia che deve continuare ad essere gratuitamente a disposizione di residenti e turisti.
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Ischia, la favola della macchina fotografica ritrovata: ricordi restituiti ai turisti dopo quattro anni

Il valore inestimabile dei ricordi: sorrisi ed esperienze, gli scatti di un’intera vacanza. Estate 2012, una famiglia francese sceglie il mare di Ischia per qualche settimana di relax e avventura, nel cuore di una crociera in barca in vela attraverso il Mediterraneo. Ma la macchina fotografica, fedele custode dei momenti magici (oltre mille, per l’esattezza), finisce in acqua. Apparentemente irrecuperabile.

Oggi, a quattro anni di distanza, la notizia che non t’aspetti: “Avete presente le foto che avevate scattato nel vostro soggiorno a Ischia? Eccole, sono tutte qui”.

I protagonisti della favola dei tempi moderni, che strizza l’occhio ai social network e conferma il valore aggiunto della globalizzazione, sono un commerciante del borgo di Ischia Ponte, Ciro Rainone – che trovò la macchina fotografica, distrutta e ossidata, in fondo al mare, tra il castello aragonese e gli scogli di Sant’Anna – e sua moglie Antonella, con cui si tentò l’impresa impossibile di mandarla in assistenza.

Scoprendo, con l’aiuto di un professionista ischitano, Sebastiano Balestriere, che la sim interna era intatta. E con lei i mille ricordi, immortalati dall’allegra famiglia durante il soggiorno ischitano. Sarebbe bastato condividere alcune foto su Facebook confidando nella rete estesa delle amicizie e in qualcuno che avrebbe riconosciuto i protagonisti della vacanza? E’ quel che si auguravano gli ischitani dal cuore d’oro. Ma quattro anni dopo, la missione sembrava essere fallita.

“Ma non abbiamo desistito - racconta Miro Iacono, l’ultimo anello della catena ischitana - e abbiamo allora deciso di cercare qualche piccolo dettaglio che potesse ricondurci all’identità degli sfortunati turisti. E sulla polo dello skipper che li accompagnava nel viaggio nel Mediterraneo a bordo del veliero Aragon, con tappa a Ischia, sono comparso un piccolo dettaglio e un nome. Allora, abbiamo rintracciato il cantiere e soprattutto lo skipper, confidando in un pizzico di fortuna.
i ha risposto dopo
 Ci qualche mese: era lui, e ricordava naturalmente l’episodio della macchina fotografica finita in mare”.
Le foto torneranno ad essere dunque indelebili ricordi e la famiglia francese, che ha recuperato i tasselli della vacanza ischitana, ha già provveduto a ringraziare l’improvvisato team ischitano, che si è davvero rimboccato le maniche per restituire sorrisi e selfie, un piccolo grande patrimonio immateriale, ai legittimi proprietari.
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Real Forio, grande successo per lo stage al Calise

FORIO D'ISCHIA (NA) – Il Real Forio non si ferma. La società isolana ha infatti organizzato un raduno per giovani calciatori delle annate ’99, 2000, 2001, 2002, 2003, 2004, 2005, al quale era presente anche la “Cabrini Sports”. Si tratta di un gruppo di procuratori, i quali hanno osserverato i ragazzi all’opera per valutarne le capacità tecniche che eventualmente potrebbero essere messe a disposizione di club importanti. Il raduno si è tenuto presso lo stadio “S.Calise” di Forio. Intanto, sempre in ottica settore giovanile, è arrivata la convocazione per Giovanni Mattera (classe ’98 già 50 presenze in Eccellenza) nella Rappresentativa Juniores Regionale.
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Viaggio “dentro” Casamicciola, la decadenza di una Regina

I 4 amici al Bar Calise che si vedono per il solito caffè – le sezioni della DC e del PSI non ci sono più – Sono scomparsi il Bar “Lux”, il “Bar Savoia”, il “Caffè Italia” – i soliti problemi dal Pio Monte della Misericordia al Capriche de Calise mentre un problema risolto, quello del Palazzo delle Scuole ex- DUX ritorna sul tappeto: il sindaco Giovan Battista Castagna lo vuole fittare alla ex-Provincia per un istituto d’ istruzione – le polemiche infinite in un paese senza Memoria
Di Giuseppe Mazzella. I soliti 4 amici-coetanei si ritrovano alle 8 del mattino al Bar Calise in piazza Marina per il rito quotidiano del caffè, l’acquisto dei giornali, “i conti morti” di discussioni che denunciano il presente ma non prospettano un avvenire. Dopo mezz’ora ognuno ritorna alle sue attività. Non si ci sono più i luoghi del dibattito civile a Casamicciola. La decadenza di una Regina, di quella che un tempo era la “Regina Turistica” dell’isola d’Ischia grazie alle sue sorgenti termali, si manifesta in questo.
Cinquanta anni fa – nel 1965 al tempo del mio ricordo, ma già si parlava di decadenza ed il cittadino Nicola De Luise tuonava dai balconi contro i “demosentinella” Castagna e Monti e diceva che Casamicciola era diventava la “Cenerentola dell’isola d’Ischia” dopo esser stata la Regina – in questa Piazza c’erano le sezioni della Democrazia Cristiana, che manteneva il potere da trent’anni con il sindaco Antonio Castagna ed il segretario dottor Raffaele Monti e tutti i potenti del paesino che controllavo il turismo, il commercio, le terme, dall’orefice al termalista, e del Partito Socialista Italiano che voleva costruire l’”Alternativa” ed al quale si avvicinava tutti quelli che stavano contro la DC.
La DC aveva preso sede presso un appartamento col balcone e voleva conquistare i giovani con il circolo “Impegno Giovanile” ed il PSI – nato dopo la “Concentrazione Democratica” capeggiata dal giovane dottore Filippo Maresca che nelle elezioni del 1964 perse per pochi voti – che aveva sede in un appartamento al quale si accedeva da Via Principessa Margherita ma con un balcone magnifico sulla Piazza. Il balcone era fondamentale perché da lì si tenevano i comizi per infiammare il popolo. Ai comizi la piazza si riempica con 500 o forse circa mille persone.
Oggi non ci sono più i partiti in Piazza Marina o meglio ancora “Piazza della Marina” come la si dovrebbe chiamare. È scomparso il “Bar Savoia” nel 1979 e prima ancora il Bar “Lux” e poi il “Caffè Italia”. I luoghi del confronto, ma forse erano i luoghi dell’animazione civile, sono completamente scomparsi. Si discuteva al Bar al mattino ed alla sera seduti per una partita a carte napoletane.
I 4 amici “fricchettoni” parlano di cose che sanno tutti con un poco di gossip ma non c’è un progetto di alternativa. Le solite denunce: il complesso del Pio Monte della Misericordia diventato un merdaio; il Capricho de Calise tutto transennato ed una “terra di nessuno” dove in quest’ Italia della riforma costituzionale di Renzi non si sa nemmeno chi sia il proprietario; l’Osservatorio Geofisico nato nel 1895 e chiuso dal 1923 oggetto di tutte le campagne elettorali è chiuso, come sempre, con una vertenza con il demanio e con fondi europei impiegati per almeno un milione di euro; il porto è in gestione turistica a tre o quattro concessionari mentre la società comunale è in “liquidazione”; la pompa di benzina che doveva nascere sulla Litoranea forse non nascerà mai ma cresce l’erbaccia e l’abbandono per un’opera incompiuta e poi adesso è nato il problema della scuola elementare del plesso Manzoni il “Palazzo Dux” come fu chiamato nel 1936 fra le opere pubbliche del regime fascista. Non c’è un archivio storico a Casamicciola. La storia di quel “palazzaccio” pieno di errori tecnici denunciati da Nicola De Luise negli anni ‘30 bisogna rintracciarla altrove. Ne scrivo da 44 anni e cioè dal 1972. Forse la “storia delle carte” si trova abbandonata e confusa proprio negli scantinati abbandonati, sporchi, brutti e cattivi dello stesso Manzoni. Doveva nascere un “Museo Civico” nel 1999 con i fondi europei nel palazzo ex-Napoleon acquistato dal sindaco Luigi Mennella ma appena nato il sindaco “forestiero” Giosy Ferrandino ne decise la morte. Gli spazi servivano per metterci gli uffici comunali. La “Memoria” non conta.
Il “Palazzo Dux”, dopo i lavori di restauro, il sindaco di oggi, Giovan Battista Castagna, vorrebbe darlo ad un istituto tecnico di competenza della ex-provincia oggi città metropolitana, dove insegna tecnica meccanica, in cambio di un fitto sostanzioso per dare ossigeno al bilancio comunale. Non sa o non vuole sapere che la ex-Provincia vuole diminuire i fitti ed avere palazzi pubblici di altri enti in comodato d’ uso gratuito. È ancora una storia triste di un paese in decadenza da anni. Quel palazzo potrebbe essere il palazzo della Istruzione dell’obbligo scolastico e della cultura. Casamicciola – nella ricostruzione senza programmazione dal 1883 – potrebbe avere un primo fondamentale punto fermo per far rinascere lì i “luoghi civili”: la sala convegni, il cinema per i ragazzi, la ludoteca, l’archivio storico.
Scrissi un articolo apparso su “Il Golfo” di venerdì 14 marzo 2014 al quale collaboravo con la mia rubrica. Oltre due anni fa “nel labirinto dell’inefficienza amministrativa”. Parto da questo ricordo per un viaggio “dentro” Casamicciola.
http://www.ischiablog.it/

Incidente stradale ad Ischia: in gravi condizioni un centauro

Incidente stradale: ferito centauro a Barano
„Il giovane, secondo le prime indiscrezioni avrebbe perso il controllo del veicolo, dopo un terribile impatto con un'auto“

Incidente stradale: ferito centauro a Barano
Grave incidente a Barano d’Ischia, che ha visto coinvolto un giovane centauro, che è stato accompagnato dal 118 al pronto soccorso più vicino.
Il giovane, secondo le prime indiscrezioni avrebbe perso il controllo del veicolo, dopo un terribile impatto con un'auto, cadendo rovinosamente sull'asfalto.
Le condizioni del centauro sono gravi. Sul caso indaga la polizia municipale giunta con una pattuglia sul luogo del sinistro stradale per effettuare i primi rilievi.
http://www.napolitoday.it/




Anacapri, il primo comune italiano senza slot machine

Su ordinanza del sindaco Francesco Cerrotta dal primo gennaio 2016 nel Comune di Anacapri, isola di Capri (foto in apertura), sono vietate le slot machine per il gioco d’azzardo.
Il regolamento proibisce l’installazione di apparecchi a distanza di 150 metri da luoghi sensibili quali scuole, associazioni, bancomat, centri sportivi e stabilimenti balneari (in pratica tutto il territorio comunale!).
Da un’intervista a LaStampa.it: “Ci sono stati ricorsi?”. “Sì. Ma abbiamo vinto sia davanti al Tar che al Consiglio di Stato. I giudici hanno stabilito la competenza del sindaco sulla salute pubblica”.
La notizia fa affiorare alla mente la storia del primo bar italiano, premiato dalla Acli, per aver sfrattato le macchinette dal suo locale: il Tio Pepe di viale Venezia 88, a Brescia, gestito da Fiorella Bertoletti. Motivo? “I clienti erano interessati solo al gioco. Così ho visto svenarsi tanta gente. Un giorno un signore mi disse che con il gioco si era mangiato addirittura una casa. Meglio mettere il calcio balilla”.
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Turismo e sostenibilità, anche Ischia, Capri e Procida nella “Carta de La Maddalena”

Turismo, cultura, ambiente, agricoltura, green economy. In una parola: sostenibilità. I nove comuni distribuiti tra le isole di Ischia, Capri e Procida partecipano al network che, nel corso della conferenza “Greening The Island Italia”, ha dato vita alla cosiddetta “Carta de La Maddalena”, un articolato manifesto per lo sviluppo, naturalmente sostenibile, delle isole minori italiane. Mille chilometri quadrati e circa 220 mila abitanti, distribuiti su trentasei comuni (con la Campania, rappresentate anche Lazio, Liguria, Puglia, Sardegna, Sicilia e Toscana): l’obiettivo, con la collaborazione dell’Ancim (l’associazione nazionale isole minori) è valorizzare l’asse tra pubblico e privato, rilanciando le potenzialità delle isole, che lamentano oggi ritardi nei servizi e nello sviluppo economico. A sottoscrivere la Carta, istituzioni e aziende interessate a progetti strategici integrati tra vari settori per un rilancio, compatibile con le loro specificità, delle isole, come spiega Mario Corongiu presidente Ancim, sottolineando l’opportunità di modelli di sviluppi fondati su beni culturali, energia, acqua, rifiuti e mobilità. Tasti non di rado dolenti, anche per le isole del Golfo di Napoli, alle prese con nodi irrisolti e problematiche da affrontare. “Le isole minori hanno un bagaglio complesso di opportunità, prima ancora che di problematiche. – spiega Ermando Mennella, presidente di Federalberghi Ischia e del ramo isole minori di Federalberghi nazionale – E’ per questo che un network tra realtà analoghe è quanto mai opportuno: Ischia, Capri, Procida, Lampedusa, l’Elba, le Eolie devono essere messere in condizioni di essere competitive, recependo peraltro le tutele previste dall’Unione Europea. Un esempio su tutti: storicamente, la Regione Campania investe sui trasporti marittimi molto meno che nei collegamenti su ferro e gomma. Così, si rischia di ingigantire un handicap, anziché puntare con forza su una delle più apprezzabili risorse del nostro territorio”. In settimane durante le quali Procida battaglia per scongiurare il ridimensionamento dell’ospedale “Gaetanina Scotto” e a pochi giorni dal convegno dell’Asl Napoli 2 Nord a Ischia dal titolo “L’offerta di salute nelle piccole isole minori: implementazione di modelli sanitari”, il tema del futuro delle isole minori italiane è quanto mai attuale e dibattuto. E nel vertice sardo, nel corso del quale è stato peraltro presentato il progetto “Favignana isola a emissioni zero” (promosso dalla Sea), si è discusso anche dell’atteso Decreto ministeriale Isole Minori, sul tavolo del ministero dello Sviluppo economico.
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