5.31.2016

Viaggio “dentro” Casamicciola, la decadenza di una Regina

I 4 amici al Bar Calise che si vedono per il solito caffè – le sezioni della DC e del PSI non ci sono più – Sono scomparsi il Bar “Lux”, il “Bar Savoia”, il “Caffè Italia” – i soliti problemi dal Pio Monte della Misericordia al Capriche de Calise mentre un problema risolto, quello del Palazzo delle Scuole ex- DUX ritorna sul tappeto: il sindaco Giovan Battista Castagna lo vuole fittare alla ex-Provincia per un istituto d’ istruzione – le polemiche infinite in un paese senza Memoria
Di Giuseppe Mazzella. I soliti 4 amici-coetanei si ritrovano alle 8 del mattino al Bar Calise in piazza Marina per il rito quotidiano del caffè, l’acquisto dei giornali, “i conti morti” di discussioni che denunciano il presente ma non prospettano un avvenire. Dopo mezz’ora ognuno ritorna alle sue attività. Non si ci sono più i luoghi del dibattito civile a Casamicciola. La decadenza di una Regina, di quella che un tempo era la “Regina Turistica” dell’isola d’Ischia grazie alle sue sorgenti termali, si manifesta in questo.
Cinquanta anni fa – nel 1965 al tempo del mio ricordo, ma già si parlava di decadenza ed il cittadino Nicola De Luise tuonava dai balconi contro i “demosentinella” Castagna e Monti e diceva che Casamicciola era diventava la “Cenerentola dell’isola d’Ischia” dopo esser stata la Regina – in questa Piazza c’erano le sezioni della Democrazia Cristiana, che manteneva il potere da trent’anni con il sindaco Antonio Castagna ed il segretario dottor Raffaele Monti e tutti i potenti del paesino che controllavo il turismo, il commercio, le terme, dall’orefice al termalista, e del Partito Socialista Italiano che voleva costruire l’”Alternativa” ed al quale si avvicinava tutti quelli che stavano contro la DC.
La DC aveva preso sede presso un appartamento col balcone e voleva conquistare i giovani con il circolo “Impegno Giovanile” ed il PSI – nato dopo la “Concentrazione Democratica” capeggiata dal giovane dottore Filippo Maresca che nelle elezioni del 1964 perse per pochi voti – che aveva sede in un appartamento al quale si accedeva da Via Principessa Margherita ma con un balcone magnifico sulla Piazza. Il balcone era fondamentale perché da lì si tenevano i comizi per infiammare il popolo. Ai comizi la piazza si riempica con 500 o forse circa mille persone.
Oggi non ci sono più i partiti in Piazza Marina o meglio ancora “Piazza della Marina” come la si dovrebbe chiamare. È scomparso il “Bar Savoia” nel 1979 e prima ancora il Bar “Lux” e poi il “Caffè Italia”. I luoghi del confronto, ma forse erano i luoghi dell’animazione civile, sono completamente scomparsi. Si discuteva al Bar al mattino ed alla sera seduti per una partita a carte napoletane.
I 4 amici “fricchettoni” parlano di cose che sanno tutti con un poco di gossip ma non c’è un progetto di alternativa. Le solite denunce: il complesso del Pio Monte della Misericordia diventato un merdaio; il Capricho de Calise tutto transennato ed una “terra di nessuno” dove in quest’ Italia della riforma costituzionale di Renzi non si sa nemmeno chi sia il proprietario; l’Osservatorio Geofisico nato nel 1895 e chiuso dal 1923 oggetto di tutte le campagne elettorali è chiuso, come sempre, con una vertenza con il demanio e con fondi europei impiegati per almeno un milione di euro; il porto è in gestione turistica a tre o quattro concessionari mentre la società comunale è in “liquidazione”; la pompa di benzina che doveva nascere sulla Litoranea forse non nascerà mai ma cresce l’erbaccia e l’abbandono per un’opera incompiuta e poi adesso è nato il problema della scuola elementare del plesso Manzoni il “Palazzo Dux” come fu chiamato nel 1936 fra le opere pubbliche del regime fascista. Non c’è un archivio storico a Casamicciola. La storia di quel “palazzaccio” pieno di errori tecnici denunciati da Nicola De Luise negli anni ‘30 bisogna rintracciarla altrove. Ne scrivo da 44 anni e cioè dal 1972. Forse la “storia delle carte” si trova abbandonata e confusa proprio negli scantinati abbandonati, sporchi, brutti e cattivi dello stesso Manzoni. Doveva nascere un “Museo Civico” nel 1999 con i fondi europei nel palazzo ex-Napoleon acquistato dal sindaco Luigi Mennella ma appena nato il sindaco “forestiero” Giosy Ferrandino ne decise la morte. Gli spazi servivano per metterci gli uffici comunali. La “Memoria” non conta.
Il “Palazzo Dux”, dopo i lavori di restauro, il sindaco di oggi, Giovan Battista Castagna, vorrebbe darlo ad un istituto tecnico di competenza della ex-provincia oggi città metropolitana, dove insegna tecnica meccanica, in cambio di un fitto sostanzioso per dare ossigeno al bilancio comunale. Non sa o non vuole sapere che la ex-Provincia vuole diminuire i fitti ed avere palazzi pubblici di altri enti in comodato d’ uso gratuito. È ancora una storia triste di un paese in decadenza da anni. Quel palazzo potrebbe essere il palazzo della Istruzione dell’obbligo scolastico e della cultura. Casamicciola – nella ricostruzione senza programmazione dal 1883 – potrebbe avere un primo fondamentale punto fermo per far rinascere lì i “luoghi civili”: la sala convegni, il cinema per i ragazzi, la ludoteca, l’archivio storico.
Scrissi un articolo apparso su “Il Golfo” di venerdì 14 marzo 2014 al quale collaboravo con la mia rubrica. Oltre due anni fa “nel labirinto dell’inefficienza amministrativa”. Parto da questo ricordo per un viaggio “dentro” Casamicciola.
http://www.ischiablog.it/

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